La paura di mangiare in pubblico

Paura di mangiare

Esiste una paura che molti di voi forse non conosceranno… si tratta della paura di mangiare in pubblico. La paura di mangiare in pubblico appartiene al gruppo delle fobie sociali, cioè sono quelle paure che colpiscono la persona quando si trova all’interno di un contesto sociale insieme ad altre persone conosciute o sconosciute. A monte della paura di mangiare in pubblicoCome abbiamo detto la paura di mangiare in pubblico è una fobia che colpisce tantissime persone, influisce sulla vita sociale e quindi sulle uscite in pubblico perchè uno si vergogna di farsi vedere da altre persone mangiare; qualche volta questa paura di mangiare in pubblico può essere anche il sintomo di qualche disturbo alimentare.

Per riconoscere i sintomi della paura di mangiare in pubblico sono molto evidenti e si riconoscono subito. I sintomi sono: crisi d’ansia e attacchi di panico che si manifestano quando si trovano nella situazione di dover mangiare davanti ad altre persone ed lo avverti anche in anticipo nel senso, che il soggetto affetto da questa fobia, comincia ad avvertire paura e disagio anche nelle ore precedenti all’evento. Quando la persona si trova a dover mangiare in pubblico, può cominciare ad avvertire nausea, tremori, palpitazioni, sudorazione accelerata e problemi respiratori. Le persone affette dalla paura di mangiare in pubblico trovano sempre delle scuse per non accettare gli inviti e quando si trovano seduti alla stessa tavola insieme con altre persone, accampano scuse di ogni genere per evitare di mangiare perchè i loro pensieri più frequenti sono la paura di fare qualcosa di sconveniente, la paura di vomitare e la paura di essere giudicati.

Paura di mangiare

C’è una buona notizia: la paura di mangiare in pubblico si può risolvere seguendo una terapia cognitivo comportamentale che ha il compito di individuare le cause della fobia e aiutare il paziente a gestire la sintomatologia attraverso un percorso con l’aiuto di un terapeuta che insegnerà ad avere più autostima e prevenire gli attacchi di panico e di ansia.

Non avere paura del mangiare inpubblico

3 ricette per fare una grande torta alle mele

Vi diamo 3 ricette per fare delle grandi torte alle mele molto gustose e da mangiare in compagnia.

Sharlotka, torta alle mele

La prima: la sharlotka è una torta di mele russa, a spanne simile ad un biscotto savoiardo (senza fecola) molto areato e privo di grassi.

COMPONENTI

  • 6 mele grandi
  • 3 uova
  • 200 gr di zucchero semolato
  • 125 gr di farina 00
  • 1 cucchiaino di estratto di vaniglia

Per la finitura:

  • cannella in polvere q.b.
  • zucchero a velo

Preparazione torta

Iniziare preriscaldando il forno a 180°. Mi raccomando le uova devono essere a temperatura ambiente sennò l’impasto non si monta a dovere. Sbucciare le mele con un pelapatate o con un coltello a fettine quadrate, piccole e sottili, 1 cm per 5 mm di spessore. Trattandosi di un impasto privo di lievito meglio non mettere pezzi di frutta troppo “pesanti”. Montare  le uova intere con lo zucchero, lasciare lavorare le fruste per 10/15 minuti e aggiungere l’estratto di vaniglia. Una volta ottenuto un composto chiaro e spumoso, versare la farina setacciata e girare delicatamente con una spatola dal basso verso l’alto. Prendere una teglia dal diametro di 24 cm imburrata e foderata con carta forno, sistemare i pezzetti di mele e ricoprire il tutto con l’impasto appena preparato che andrebbe schiacciato leggermente con un cucchiaio. Aspettare poco tempo che la pastella tocchi il fondo e si distribuisca in modo uniforme insinuandosi tra i pezzi di frutta.

Sharlotka, torta alle mele

Fare cuocere a 180° per un’ora e lasciare raffreddare completamente la torta prima di capovolgere su un piatto da portata. Il risultato deve essere una torta con una texture molto leggere ed areata.

La seconda: la quattro quarti somiglia molto alla torta di mele dell’infanzia. Non c’è lievito nell’ impasto e la morbidezza è data dalla montata di burro, zucchero e uova.

La quattro quarti torta alle mele

OCCORRENTE

  • 3 uova intere ( il peso è intorno ai 180 g)
  • 180 g di zucchero semolato
  • 180 g di burro
  • 180 g di farina 00
  • 1/2 bacca di vaniglia (sostituibile con ½ cucchiaino di cannella)
  • 3 mele medie (le Granny Smith)

Per iniziare a fare questa torta, preriscaldare il forno a 175° e fare fondere lentamente il burro in un pentolino. Rompere le uova, che devono essere a temperatura ambiente, con le fruste, aggiungere lo zucchero e lasciareComposto della torta di mele montare fino ad ottenere il composto chiaro e spumoso. Nel frattempo tagliare le mele a cubetti di 1,5 cm circa e setacciare con cura la farina. Aggiungere le polveri a mano, sempre mescolando delicatamente dal basso verso l’alto, e versare una cucchiaiata dell’impasto appena ottenuto nella ciotola del burro fuso che si sarà raffreddato.

Unire il burro stemperato al resto della montata, amalgamando con la spatola ed aggiungere le mele. Versare in uno stampo da 24 cm imburrato ed infarinato e fare cuocere per un’oretta circa. Lasciare raffreddare nello stampo per almeno 5-10 minuti e capovolgere poi sul vassoio. Deve venire una torta compatta ma fondente ed è consigliabile l’aggiunta di una mela extra ed una puntina di lievito per bilanciare i liquidi.

La quattro quarti torta alle mele

L’ultima è la torta di mele e cannella che consiste in una pioggia di mele affondate in un impasto morbido e ricoperte da uno sottile strato di zucchero caramellato e stordito da tanta cannella.

Torta di mele e cannella

OCCORRENTE

  • 150 g di farina 00
  • 100 g di zucchero semolato
  • 150 g di burro morbido
  • 3 uova intere
  • la scorza grattugiata di 1 limone
  • 3 cucchiaini di lievito
  • 4 mele Renette
  • 1 pizzico di sale
  • 3 cucchiai di zucchero semolato misto a cannella in polvere

Per fare questa torta, preriscaldare il forno a 180° e sbucciare le mele tagliandole in quarti e poi a fettine spesPreparazione della torta alle mele e cannellase ½ cm o anche a cubetti. Cominciare a montare il burro morbido con le fruste ed aggiungere lo zucchero a pioggia, fino ad ottenere una crema bianca ed areata. Aggiungere le uova, una alla volta, e la buccia di limone grattugiata. Versare la farina setacciata con il lievito, un po’ alla volta, e lasciare lavorare le fruste per pochi secondi. Trasferire l’impasto nella tortiera con diametro di 24cm imburrata ed infarinata, livellare con il dorso di un cucchiaio e adagiare le mele in superficie, esercitando una leggera pressione.

Spolverare con il mix di zucchero e cannella (a vostro piacere) e infornare a 180° per 40 minuti circa. L’ impasto deve essere soffice e aromatico con la caramellatura in superficie che fa la differenza ed ecco a voi la torta di mele e cannella.

Torta di mele e cannella

Perchè il veganismo non può piacere

frutta e vedure

Da tanti anni ormai si è diffusa la credenza che un’alimentazione vegana cioè senza l’uso di proteine animali e priva quindi anche di derivati come latte e uova, preservi dal cancro e che la carne rossa “fa venire i tumori”.

Ecco i motivi perchè il veganismo non può piacere:

1 – la cellulosa e l’ emicellulosa che sono presenti negli alimenti ricchi di fibre non riesce ad idrolizzarsi nel corpo umano causando dei disturbi come flatulenza, stipsi, dolore e gonfiore addominale che sono legati all’ assunzione degli stessi alimenti contenenti queste sostanze ( frutti, verdure e cereali ) e dimostra che l’ uomo non è un erbivoro;

2 – è falso che l’alimentazione vegana protegge da tutti i tumori. Per esempio una ricerca condotta su 350.000 donne per un periodo di 6-15 anni da ricercatori della Harvard School of Public Health di Cambridge, nel Massachusetts ha dimostrato che non c’è nessuna prova convincente di una significativa diminuzione del rischio di tumore del seno nelle donne che consumano frutta e verdura in abbondanza;

3 – un’alimentazione vegana non ha un’incidenza significativa sulla vita media, tenendo conto che comporta anche svantaggi dal punto di vista salutistico, altrettanto provati come la riduzione del rischio tumorale;

4 – è falso che basta un’alimentazione vegana per proteggersi dai tumori all’apparato digerente. Infatti uno studio del dipartimento dell’Agricoltura statunitense su 71 tipi di broccoli ha rilevato che le quantità di glucorafanina (la sostanza che dovrebbe proteggere dal cancro) varia enormemente a seconda del tipo; in alcuni broccoli è addirittura assente;

5 – aggiungiamo il fatto che oggi, sia frutta che verdura contengono concimi, fertilizzanti, antibiotici, ed altre sostanze che proteggono l’ alimento e non lo fanno rovinare da agenti atmosferici, e/o lo fanno sembrare più grande e più buono, alla fin fine, mangiare frutta e verdura ci ammala anzichè guarirci; quindi nutrirsi di soli vegetali, non evita con certezza di ammalarsi di cancro.

Una dieta vegana provoco anche dei danni qui sotto descritti:

  • la vitamina B12, assieme ai folati, è necessaria per convertire l’omocisteina (amminoacido solforato che si forma in seguito a perdita di un gruppo metilico) in metionina (aminoacido da introdurre con la dieta); se questa reazione metabolica è bloccata, allora i livelli di omocisteina aumentano, causando l’elevazione dei livelli di SAH (S-adenosilomocisteina) bloccando reazioni di metilazione vitali i quali i suoi processi sono necessari per stabilizzare DNA, RNA, proteine, produrre neurotrasmettitori e disintossicare l’organismo;
  • una carenza di folati favorisce l’anemia megaloblastica ( l’ asincronia della maturazione tra nucleo e citoplasma dell’eritrocita);
  • in carenza di vitamina B12 le reazioni di metilazione sono compromesse e i folati vengono in parte intrappolati (“trappola del metile”), provocando ancora anemia megaloblastica;
  • la carenza di vitamina B12, a fronte di alte assunzioni di folati, provoca danni al sistema nervoso;
  • l’omocisteina ha effetti favorenti l’ossidazione (pro-ossidanti) ed è coinvolta nel rischio cardiovascolare;
  • i livelli medi di omocisteina nei vegani sono circa 14 mmol/l; questi elevati livelli della sostanza possono essere associati con un aumento in mortalità del 40%, riconducibile soprattutto a malattie cardiovascolari e altre cause;
  • i bassi livelli di colesterolo dei vegani permettono di prevedere una mortalità per cardiopatia pari al 50% di quella dei carnivori, cosicché il risultato totale atteso dovrebbe portare alla riduzione di circa il 30% della mortalità attesa per cardiopatia, ma si riscontra anche un aumento del 40% di mortalità per altre cause, con poca differenza quindi nella mortalità totale.

frutta e verdure

10 cose da sapere sui cibi confezionati

cibi confezionati

I cibi confezionati di produzione industriale compromettono la nostra salute e ci espongono al rischio di carenze nutrizionali e di contrarre malattie croniche. Ecco 10 motivi per evitarli e preferire alimenti naturali, magari anche biologici che possiamo coltivare da noi o prepararli in casa con ingredienti sani.

1) Creano dipendenza

I cibi confezionati possono creare una vera e propria dipendenza. I processi industriali modificano o rimuovono importanti componenti contenuti negli alimenti usati come ingredienti, tipo acqua, fibre e sostanze nutritive; ciò modifica il modo in cui il nostro organismo li digerisce e li assimila. A differenza degli alimenti naturali, che sono ricchi di tutti i componenti (proteine, grassi, carboidrati, fibre e acqua) che ci permettono di sentirci sazi, i cibi industriali stimolano la dopamina, un neurotrasmettitore che ci fa avvertire una sensazione di benessere soltanto quando li mangiamo così in questo modo nascono il continuo desiderio di cibo e, andando avanti, una vera e propria dipendenza.

2) Portano all’obesità

I cibi industriali contengono additivi come il glutammato monosodico, lo sciroppo di glucosio-fruttosi (derivato dal mais) e i dolcificanti artificiali sono stati correlati all’insorgere dell’obesità. Inoltre, i carboidrati raffinati presenti in vari prodotti (cereali per la colazione e merendine) provocano un innalzamento rapido della glicemia e possono creare scompensi nell’organismo fino all’insulino-resistenza, che come disturbo cronico può provocare un aumento di peso.

3) Inducono ad una dieta sbilanciata

Consumare i cibi industriali potrebbe causare carenze nutrizionali. I prodotti confezionati sono spesso troppo ricchi di grassi e zuccheri raffinati, e poveri di vitamine e sali minerali. Il consumo di cibi industriali non ci permette di rispettare le combinazioni alimentari più corrette; in alcuni casi ciò può provocare disturbi della digestione, formazione di microrganismi patogeni nell’intestino e acidificazione dell’organismo.

4) Scompensano la flora intestinale

I microrganismi presenti nell’apparato digerente formano un ecosistema interno che influenza numerosi aspetti della nostra salute; i cibi industriali distruggono l’equilibrio di questo sistema, compromettendo la flora intestinale portando a problemi digestivi, fame improvvisa e malattie croniche.

5) Compromettono umore e memoria

Possono essere dovuti ad un alimentazione scorretta basata sui cibi industriali i problemi di memoria, persino alcuni casi di depressione e sbalzi di umore; la maggiore concentrazione di serotonina, che è coinvolta nel controllo dell’umore e nella depressione, si troverebbe nel nostro intestino, non nel cervello; l’intestino è il nostro secondo cervello e infatti i due organi lavorano in sinergia. Ecco perché la salute intestinale può avere una profonda influenza sullo stato mentale e viceversa.

6) Spingono a mangiare di fretta e di più

I cibi confezionati sono considerati comodi perché sono subito pronti e rapidi da consumare quando siamo di fretta, ma mangiare di corsa non è però una buona abitudine perchè non ci permette di assaporare il cibo e ci porta a perdere il controllo dei segnali naturali che il nostro organismo ci invia, ad esempio per quanto riguarda la sazietà e così si presenta la tendenza a mangiare di più e ad accumulare peso, per via della sensazione di essere sempre affamati.

7) Hanno etichette fuorvianti

Un alimento confezionato può essere etichettato come “naturale” o “senza zucchero” ma ciò potrebbe non corrispondere al vero. Un cibo che viene pubblicizzato come naturale potrebbe comunque contenere ingredienti artificiali (conservanti, dolcificati industriali e residui di pesticidi); quindi è bene controllare sempre con attenzione l’elenco completo degli ingredienti sulle confezioni.

8) Le carni lavorate e conservate sono cancerogene

Per carni lavorate e conservate si intendono i prodotti a base di carne ottenuti mediante lavorazioni che prevedono l’aggiunta di sale, additivi chimici, conservanti, coloranti, grassi e aromi artificiali e possono includere hamburger, wurstel, salsicce, hot dog e alcune tipologie di insaccati che annovera tra gli ingredienti più problematici per la loro preparazione i nitrati, sostanze che sono state correlate al rischio di cancro.

9) Incrementano il rischio di infertilità e malnutrizione

I cibi industriali sono privi della maggior parte degli elementi nutritivi di cui il nostro organismo ha bisogno. Una dieta molto carente, può portare all’infertilità, un problema che è apparso in crescita negli ultimi anni; inoltre, secondo uno studio condotto di recente dall’Università di Harvard, il consumo di carni conservate peggiora la qualità dello sperma.

10) Accorciano la vita

I prodotti industriali hanno una lunga vita sugli scaffali dei supermercati, per via dei loro ampi margini di scadenza, ma rischiano di accorciare la nostra, a causa del terribile dei conservanti e additivi chimici che ci sono. Questo perchè, l’industria alimentare investe molto denaro per migliorare le confezioni dei prodotti, per renderli accattivanti oltre che per formulare ricette che permettano di prolungarne la durata senza prendere in considerazione il loro impatto sulla nostra salute.